close

Le Birre di Natale

Fuori fa freddo e magari c'è la neve… Dentro, meglio se davanti ad un caminetto acceso, si respira una calda atmosfera di pace. Cosa c'è di meglio che lasciarsi cullare il palato dalla pienezza di corpo, sapori e aromi generosamente donati dalle cosiddette


13-12-2013
di Simone Cantoni
birre di natale

Natalizie e invernali: più che uno stile birrario, diciamo birre “di stile”…essenzialmente libero. Il divertissement semantico – leggerino, sì, ma perdonabile, visto il proprio il periodo cui si allude (si va verso le festività di fine anno: siate buoni, via) – ci accompagna verso un tema invece senz’altro fondato: l’opportunità di intendersi, quando si parla di “Christmas beers” e dintorni. Perché capita non raramente di sentir chiedere di cosa si tratti: che cosa siano, insomma. Ecco, una risposta è intanto “non una tipologia”. Nel senso che non è possibile definirle alla stregua delle categorie brassicole in senso proprio, quali Stout, Weizen e compagnia: ovvero di quelle denominazioni codificate che esprimono (possiamo dire) un più o meno preciso “protocollo di lavorazione” (tali materie prime, tali procedure di preparazione e così via), con un conseguente, a sua volta più o meno preciso, “protocollo organolettico” (tale colore, tale assetto gustolfattivo e così di seguito). Con le “Noël” le cose stanno un bel po’ diversamente: ciascuna di esse riflette infatti la sensibilità e l’estro (soggettivi) con il quale il rispettivo autore decide di interpretare il tema del produrre una birra “adatta alla stagione fredda” o, più specificamente, adeguata ad accompagnare le ricorrenze (laiche o spirituali che siano) celebrate in questa parte dell’anno. 

Sì, in fin dei conti è questa l’esigenza, la “molla”, che, nei Paesi di più radicata tradizione birraria (Belgio e Gran Bratagna in primis), ha spronato all’elaborazione di ricette “speciali”, le quali, per ovvie e naturali ragioni di classificazione, sono poi state ricondotte sotto l’etichetta, appunto, di birre “invernali” o “di Natale”. Espressioni il cui uso va più che bene, per carità: basta sia chiaro, ripetiamolo, che nel loro caso i “confini di significato” sono alquanto mobili ed elastici. Certo, partendo dal bisogno di offrire una bevuta riscaldante (Winter Warmer è la locuzione britannica con cui si identificano i prodotti di cui parliamo), da va sé che nella stragrande maggioranza dei casi ci si trovi a che fare con taglie alcoliche decise, con elevate concentrazioni sensoriali (intensità, persistenza, ricchezza aromatica, corporatura), con un’istintiva inclinazione verso le note della pastosità, della dolcezza, della caramellatura, della frutta secca e disidratata; e ancora, a completare questa piattaforma di denominatori ricorrenti, con una (più che) frequente attitudine verso le speziature di varia estrazione. Dopodiché, però, il “paradigma” classico – che si colloca, quasi superfluo specificarlo, nel territorio dell’alta fermentazione – è declinabile (e declinato) lasciando briglia sciolta alle intuizioni e alla creatività: portando a risultati che sono sensibilmente differenti tra loro.

E poi, lo schema appena descritto, già di per sé “a maglie (abbastanza) larghe”, contempla le sue belle eccezioni, più o meno “fragorose”. Noto è il caso della Stella Artois, Lager chiara di bassa gradazione alcolica (profilo comune a quello di centinaia di altre labels), che pure fu lanciata, nel 1926, proprio come cotta speciale: un omaggio natalizio da parte della Brasserie Artois ai propri affezionati clienti; una “tiratura dedicata” che fu battezzata Stella con chiaro intento simbolico. Ma senza andar tanto lontano rispetto alla nozione prevalente delle “Christmas”, vale la pena di far cenno a come la preponderanza storica delle esecuzioni ad alta fermentazione sia (logicamente) trasgredita nelle regioni “culla” delle basse: in Germania il compito di riempire i calici delle feste (Natività, Pasqua, Quaresima) è stato assolto tipicamente da una famiglia di tipologie come quella delle Bock. Infine, lo stesso “paradigma classico” evocato poc’anzi (Ale di gradazione robusta, turgidamente profumate e speziata) può trovare modulazioni da più o meno sensibilmente “eterodosse”, ad esempio scegliendo curve di bilanciamento occhieggianti alle tinte amaricanti anziché a quelle (più abitualmente) zuccherine. Per dare un’idea concreta: provate a paragonare, pur restando entro i confini belgi, una natalizia canonica come Sint Bernardus Christmas Ale (dalle fitte trame abboccate, di biscotto e uvetta) e invece una “fuori dal coro” come la Père Noël firmata da De Ranke, nella quale il luppolo esalta le venature bitter ed erbacee. 

E in ambito nazionale? La scuola delle birre “di fine anno” ha trovato naturalmente adesioni anche qui: da tempo e con risultati di grande interesse, grazie alle prerogative dei produttori di casa nostra; tra le quali, accanto all’abilità dei più talentuosi, spiccano senza dubbio la fantasia e l’originalità. Davvero molti sono gli esempi di “Natalizia all’italiana” che si potrebbero richiamare; come termini di riferimento, rispetto ad alcune delle “inflessioni” riscontrabili in questo alveo, peschiamo tre nomi: la più “osservante” 25dodici di Birra del Borgo (canditure, miele scuro, frutti rossi); la esuberante, fin dal nome, Agreste Fidelis di Free Lions, “tracimazione controllata” di spezie direttamente aggiunte (cannella, cardamomo, chiodi di garofano, coriandolo, ginepro, pepe rosa, zenzero); e la decisamente non convenzionale San Niccolò di Birra Amiata, all’anagrafe una Imperial Coffee Stout con effettivo impiego di caffè (che detta le rotte dell’assaggio, insieme ad altre tonalità consuete nello stile: caramello bruno, cioccolato…), passata in fusti di Tennessee whiskey.




L'articolo è stato di tuo gradimento? condividilo con i tuoi amici

oppure incorporalo nel tuo sito web

tipologia 1

Fuori fa freddo e magari c'è la neve… Dentro, meglio se davanti ad un caminetto acceso, si respira una calda atmosfera di pace. Cosa c'è di meglio che lasciarsi cullare il palato dalla pienezza di corpo, sapori e aromi generosamente donati dalle cosiddette

tipologia 2

Fuori fa freddo e magari c'è la neve… Dentro, meglio se davanti ad un caminetto acceso, si respira una calda atmosfera di pace. Cosa c'è di meglio che lasciarsi cullare il palato dalla pienezza di corpo, sapori e aromi generosamente donati dalle cosiddette
Le Birre di Natale
di Simone Cantoni






Cerca nel magazine nonsolobionde.it

News ed Eventi

Rubriche

In primo piano

Video




Birre artigianali

Birrifici

Dove gustare




condividi il magazine




pagina facebook

NonSoloBionde

canale youtube




Dialoga con la redazione di nonsolobionde.it


Ti piace scrivere?
Sei un appassionato del mondo della birra?
Collabora con nonsolobionde.it!


Vuoi pubblicizzare e far conoscere la tua azienda o la tua attività?






qr code nonsolobionde.it