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Birra: una nuova cura contro cancro e diabete?

Uno studio cristallografico sulla struttura chimica del luppolo apre le porte allo sviluppo di nuovi farmaci in grado di combattere il diabete, alcune forme tumorali ed altre malattie… Ma non illudiamoci: non è una scusa valida per poter bere più birra!


09-12-2013
di Giovanna Manca
birra e salute

L’ultima scoperta in campo medico vede la birra, una delle bevande più diffuse al mondo, in grado di contrastare diverse tipologie di cancro e il diabete. Ad essere precisi non parliamo proprio di birra ma solo di una sostanza contenuto in un suo ingrediente.

Il luppolo, scientificamente noto come Humulus lupulus, sotto forma di infiorescenze femminili, è ingrediente fondamentale di tutte le birre ed è molto comune e facile da trovare anche allo stato selvatico, tanto da dare origine a una serie di piatti di lunga tradizione locale. Se ne usano i getti, di volta in volta chiamati bruscandoli, asparagina, urtizon, luperi, loertis, che finiscono principalmente in frittate e risotti nel corso della primavera.

 

Per noi, incurabilmente amanti della birra, il luppolo è importante come ingrediente di questa bevanda; con tre funzioni principali: antisettica, conservante e aromatica. 

Ora potrebbe essere anche un'altra, legata alla nostra salute. Tra le varie sostanze biochimiche presenti nel luppolo vi è un alfa-acido denominato umulone. È proprio questo acido amaricante che, secondo diversi studi scientifici, sembra essere particolarmente efficace nel combattere il diabete e alcuni tipi di cancro. 

Ma non solo, perché studi condotti dall’università di Sapporo hanno scoperto che è un efficace antivirale nei confronti di bronchiti e polmoniti, e aiuta anche a prevenire dei semplici e banali raffreddori.

Le industrie farmaceutiche stanno quindi studiando la produzione di medicinali contenenti umulone in grado di contrastare le suddette malattie. 

 

Fino ad oggi però c'era un ostacolo dovuto alla scarsa conoscenza che si aveva finora della precisa struttura molecolare di questo alfa-acido.

È noto il caso del Talidomide, un farmaco sedativo, anti-nausea e ipnotico che, nonostante abbia un certo numero di impieghi sicuri, è stato oggetto di più approfondite indagini quando si è scoperto (alla fine degli anni '50) che assunto in gravidanza era causa di gravi difetti alla nascita. Questo suo tragico “effetto collaterale” è proprio dovuto a un orientamento "errato" delle molecole del farmaco che, se invece, sono orientate in altro modo pare non determinino alcun effetto negativo.

 

Il team capitanato dal Prof. Werner Kaminsky dell’Università di Washington si è quindi concentrato sullo studio della struttura molecolare dell'umulone, grazie ad un finanziamento della società farmaceutica KinDex Therapeutics (i cui ricercatori hanno collaborato alla ricerca). Il risultato è un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Angewandte Chemie International Edition. Grazie all’utilizzo della cristallografia a raggi X, il team di Kaminsky ha fatto chiarezza su ciò che accade al luppolo amaro durante il processo di fermentazione della birra e in particolare alle molecole di umulone, che durante la cristallizzazione può formare catene con l'accoppiamento di anelli da 5 o da 6 atomi di Carbonio. Solo la versione a 5 anelli sarebbe quella efficace nella cura e nella prevenzione del diabete, di alcune forme tumorali e delle altre malattie sopra citate. la versione con anelli a sei atomi non sembra essere altrettanto efficace, se non potrebbe addirittura avere effetti negativi, con ipotesi limite di gravità pari a quella del citato Talidomide.

Questo studio, con la definizione della giusta struttura della molecola a fini terapeutici, apre quindi le porte ad un utilizzo farmaceutico di questa sostanza derivata da luppolo.

 

Si tratta senz'altro di una notizia positiva, anche se nulla autorizza gli amanti della birra ad aumentare il loro consumo di birra con inesistenti fini terapeutici.

 

Già alla fine degli anni '80, la notizia che il Resveratrolo, una sostanza contenuta nel vino, è efficace nel prevenire le malattie coronariche, aveva per breve tempo fatto molto piacere agli amanti del vino, fino a che non divenne chiaro che per essere efficaci sulla salute le quantità di questa molecola erano molto più elevate di quanto se ne può assumere bevendo vino… a meno di non voler considerare i ben peggiori danni dovuti dall'eccessiva assunzione di alcool.

Anche nel caso dell'umulone il quantitativo di birra da bere sarebbe molto al di là delle capacità umane per raccoglierne i benefici. 

In ogni caso, anche senza considerare le ricadute positive che la cosa potrebbe avere sulla coltivazione di luppolo (che, sia pur timidamente, si sta affacciando anche in Italia), ci possiamo cullare nell'idea che ad ogni sorso di birra facciamo un pochino di bene al nostro organismo.




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