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Apecchio, Città della Birra - alogastronomia

Il piccolo centro marchigiano, sede di due tra i più importanti birrifici artigianali d'Italia, è luogo d'incontro d'eccellenza tra la birra di qualità e il cibo di qualità.


23-10-2013
di Marco Astracedi

Apecchio è un paesino medievale circondato dalle boscose colline del Montefeltro, nelle Marche, posto praticamente al confine con l'Umbria e già in odore di Toscana. In questa piccola realtà hanno sede da anni due tra i più importanti birrifici artigianali italiani, che beneficiano, per i loro prodotti, della purezza dell'acqua del vicino Monte Nerone: Amarcord e Tenute Collesi. 

In virtù di questa particolarità, ad Apecchio nasce un paio d'anni fa l'Associazione "Apecchio Città della Birra", con l'intento di promuovere l'abbinamento tra cibo e birra, insieme al territorio, in una particolare miscela che punta contemporaneamente ad una crescita economico-turistica e culturale; perché c'è un profondo aspetto culturale nel mangiare e bere bene e consapevolmente!

L'Associazione Apecchio Città della Birra ha coniato un apposito neologismo – alogastronomia – per definire lo stretto connubio che può esistere tra birra e cibo e, in particolare, tra il territorio e la sua produzione brassicola ed enogastronomica. Tutti ormai conoscono il termine enogastronomia, l'insieme di enologia e gastronomia (in genere riferiti al territorio), ma essendo "alogastronomia" un neologismo forse converrà spiegarne l'etimologia. Mentre per "enogastronomia" è abbastanza notorio che "eno-" derivi del greco "oinos", cioè "vino", per il suffisso "alo" si và più indietro nel tempo, all'origine della civiltà europea, con l'arrivo delle lingue indoeuropee tra tardo Eneolitico ed Età del Bronzo. Nelle lingue anglosassoni si usato due termini: "beer" (che, come "birra" deriva dal latino "bibere" (bere), usato in accezione più generica, e il più antico "ale" che indicava in modo più preciso proprio la birra intesa come bevanda a base di orzo fermentato. Questo "ale", al pari di termini analoghi presenti nelle lingue finniche e scandinave, deriva direttamente dall'antichissima radice indoeuropea "alu-"… Da qui il moderno "alo" di alogastronomia. Termine, come dicevamo, che con una serie di sottili sfumature lessicali e di connotazioni, unisce la birra, intesa come costante ricerca di un prodotto di qualità e sua fruizione intelligente e consapevole, alla gastronomia (soprattutto in chiave territoriale), il tutto visto come importante volano per la promozione culturale e turistica del territorio d'origine. L'Associazione "Apecchio città della birra" dedica tutta la passione dei suoi soci – a partire dal vulcanico presidente Massimo Cardellini – alla promozione delle realtà alogastronomiche del territorio apecchiese e dell'intera Provincia di Pesaro-Urbino, con servizi che prevedono l'offerta di pacchetti turistici dedicati e la strutturazione di eventi come il Festival / Pillole di Alogastronomia, assumendo inoltre il ruolo di intermediario tra potenziali fruitori, produttori ed enti pubblici; una filosofia ed un modus operandi che l'associazione cerca di divulgare ed esportare anche al di fuori del territorio marchigiano.

 

Pillole di Alogastronomia / AloFood Camp (food, web, beer and tourism experience) - 28 e 29 settembre 2013

Nel 2012 Apecchio aveva già ospitato, sempre organizzato da "Apecchio Città della Birra", il primo "Festival Nazionale di Alogastronomia", tra degustazioni, convegni e approfondimenti sulla birra di qualità e sulle opportunità economiche per il turismo e l’agricoltura. Anche quest'anno la cittadina ha ospitato un analogo evento, si pure in forma leggermente ridotta. "Pillole di Alogoastronomia", il format proposto quest'anno, si alternerà anche nelle edizioni successive con il più ampio "Festival".

L'evento apecchiese di quest'anno è stato indirizzato in modo particolare alla promozione  dell'alogastronomia tramite il web. Ospiti di quello che è stato definito "AloFood Camp" sono infatti stati alcuni blogger provenienti da tutta Italia, che dedicano i loro scritti, con passione, al mondo della gastronomia. Ecco l'elenco, in ordine sparso, dei "foodblogger" intervenuti: Beatrice di Tomizio e Chiara Petrella (www.ricettesenza.it), Gian Luca Ranno (blog.gnammo.com), Giovanna Scibona (www.enogastroweb.it), Tamara Giorgetti (www.unpezzodellamiamaremma.com), Laura Di Pietrantonio (www.foodie.it), Laura Ghezzi (www.cucinareperpassione.it), Sabrina Tocchio (www.natosottoilcavoloblog.com), Ashley Bartner (www.latavolamarche.com). 

Anche Nonsolobionde.it ha volentieri partecipato in qualità di media-partner all'evento di quest'anno, sia perché la redazione del nostro webmagazine ha sede nelle Marche e teniamo anche noi alla promozione della nostra regione, sia perché crediamo fermamente che tra i fondamentali del buon vivere ci sia la civiltà del buon bere e del buon mangiare e che questa concezione di civiltà meriti di essere promossa e condivisa.

Il programma della prima giornata dell'“AloFood Camp” inizia subito con una piccola sorpresa ad accogliere i blogger, un falconiere con la sua splendida aquila, dal nome altisonante: Nike (Vittoria). Ha poi avuto inizio un interessante "AloFood Tour" della cittadina, durante il quale la nostra guida turistica, l'estremamente competente e visibilmente appassionata Daniela Rossi, ci ha mostrato alcuni dei tesori nascosti dell'antico castello di Apecchio; tra i tanti: il bellissimo ponte medievale a schiena d’asino, la torre campanaria, la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria con la cripta, quella di Santa Lucia (forse in qualche modo legata all'Ordine dei Templari) con affreschi trecenteschi. Particolarmente importante e con un magnifico porticato interno, il Palazzo Ubaldeschi. Figura fondamentale della storia di Apecchio è appunto il Conte Guidobaldo Ubaldeschi della Carda che, ci ha narrato Daniela Rossi, sembra essere stato fratello di sangue del celebre Duca Federico da Montefeltro, per via di una complicata storia di parentele degna di una "Dinasty" del ’400. Questo personaggio fu un po' la mente occulta che governava tutto il Montefeltro (e non solo Apecchio) in vece del fratellastro, in un epoca in cui il Ducato era potente e ricchissimo, anche per via delle coltivazioni di guado, una pianta da cui si ricavava la preziosissima tintura blu, pianta ancora presente in città così come un'antica ruota per la macinatura del guado. Il celebre dipinto di Piero della Francesca "La flagellazione di Cristo" presenta anche il suddetto Guidobaldo, in ricchi abiti blu degni di un alchimista qual era; lo stesso personaggio riccamente vestito è rappresentato in un moderno affresco lungo una via cittadina, che raccoglie gli elementi tipici di Apecchio: Guidobaldo, lo stemma con la testa di cervo, il ponte medievale e, cosa degna di nota, l'orzo.

Il Palazzo Guidobaldi, nei suoi sotterranei ospita un museo dei fossili, che presenta soprattutto una ricca e scientificamente importantissima collezione di ammoniti provenienti dal vicino Monte Nerone, collezione splendidamente illustrata dall'entusiasta curatore del museo, il paleontofilo Domenico Bei.

 

Dopo la visita della cittadina e del museo è seguito quello che per chi ama il buon cibo e la buona birra è stato il pezzo forte della giornata. Insieme ai foodblogger siamo stati ospiti degli organizzatori dell'Associazione e dei responsabili dei due birrifici apecchiesi, presso l'agriturismo "Il Guiso" per un pranzo che tutti hanno trovato di altissima qualità. Ad accompagnare il pasto le birre offerte dal Birrificio Amarcord e da Tenute Collesi; i moltissimi e squisiti antipasti (spesso a base di frutta) erano accompagnati dalle birre chiare: la "Bionda" della serie "AMA" del birrificio Amarcord e dalla "Imper Ale Ego" delle Tenute Collesi. Il resto del pranzo, a base di piatti gustosissimi piatti "poveri" ispirati alla tradizione popolare del Montefeltro (zuppa con maltagliati di polenta e trofie al ragù con ortiche), erano invece accompagnati da ale scure, l'ottima "Imper Ale Maior" di Collesi e l'altrettanto valida "AMA Mora" di Amarcord.

 

L'AloFood Camp è poi proseguito con un coinvolgente convegno tenutosi nel teatro del Palazzo Ubaldeschi. Il consesso è stato aperto, oltre che dal Presidente della Associazione organizzatrice, Massimo Cardellini (a cui va anche il nostro ringraziamento e apprezzamento per l'intera operazione), dal Sindaco di Apecchio Orazio Ioni, ed è stato poi chiuso da Renato Claudio Minardi, Assessore al Turismo ed Eno-Alogastronomia della Provincia di Pesaro e Urbino… e mai definizione politico-burocratica è stata così esplicita nel definire la politica dell'ente nei confronti della produzione brassicola. In entrambe i casi, e contrariamente a quanto di solito avviene nei vari barbosissimi convegni e meeting che i politici usano esclusivamente come vetrina, è risultato lampante quanto sia il Sindaco sia l'Assessore credano ed abbiano puntato sulla questione della birra di qualità e dell'eno-alogastronomia come volano per la promozione del territorio; una convinzione che sembra emergere sia sul piano personale sia sul piano delle iniziative che gli enti che rappresentano hanno messo in cantiere. Degno di nota quello che può apparire solo come uno slogan pubblicitario: la SP232, ovvero la Strada Provinciale dell'Alogastronomia, che da Urbino tocca altre quattro località dove risiedono i 5 birrifici artigianali della provincia di Pesaro, in un percorso turistico e alogastronomico di 232 chilometri. Un'operazione di marketing territoriale che seguendo analoghi esempi fatti per le produzioni vinicole, nel tempo può portare grandi risultati.

Ad aprire gli altri interventi è stata Livia Baldelli, che ha fatto una serie di proposte concrete, soprattutto dal punto di vista della comunicazione architettonico-urbanistica, per rendere più visibile l'identità di Apecchio come autentica "Città della Birra". A seguire l'intervento di Ilaria Barbotti (Presidente Instagramers Italia) che ha portato un esempio di promozione territoriale tramite web marketing. Particolarmente interessante e stimolante, per noi che trattiamo in modo specifico di birra artigianale e di immagine promozionale, l'intervento di Laura Di Pietrantonio sullo sviluppo del mercato della Birra artigianale negli ultimi anni e della sua connessione con il marketing e l'identità di brand, portando anche alcuni esempi da birrifici d'oltreoceano.

Ciliegina della torta è stato l'intervento dei vari foodblogger che hanno riportato le loro diverse esperienze ed impressioni sulla promozione del territorio e delle eccellenze enogastronomiche e, in questo caso, alogastronomiche. Da sottolineare l'intervento di Gian Luca Ranno, anche perché a fine manifestazione ha ricevuto dall'Associazione Apecchio Città della Birra e dall'Assemblea Legislativa delle Marche il premio "Franco Re", offerto dalla ditta Lightstone.

La manifestazione di sabato si è conclusa, come si usa dire, in bellezza, con un concerto live e, soprattutto con un "apericena" di birra & pesce, offerto a tutto il pubblico dall’Associazione e dai birrifici Amarcord e Collesi, a cui si può aggiungere la degustazione guidata, a numero chiuso, delle eccellenze gastronomiche territoriali (tra cui, ricordiamo, il prezioso tartufo), in collaborazione con la Pro Loco.

 

Durante la seconda giornata (domenica)  dell'AloFood Camp, i foodblogger hanno avuto l'opportunità di visitare gli impianti produttivi dei due birrifici apecchiesi. Ne parliamo in quest'altro articolo accompagnato da brevi videointerviste "live", raccolte durante la prima serata.

 

In conclusione si può senz'altro affermare che queste due giornate sono state piacevolissime e molto coinvolgenti per tutti i partecipanti e che il percorso di stretta interconnessione tra la città di Apecchio e i due birrifici che qui hanno sede, è sicuramente una giusta strada da percorrere insieme. 

 

I siti web dell'associazione Apecchio Città della Birra sono questi: 

http://www.apecchiocittadellabirra.com/

http://www.festivalalogastronomia.it/

 

 

 




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