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Apecchio, Città della Birra - visita ad Amarcord e Collesi

Quando la produzione brassicola convive a stretto contatto con il suo territorio e ne diventa motore di sviluppo.


23-10-2013
Marco Astracedi

L'evento "Pillole di Alogastronomia / Alofood Camp" tenutosi ad Apecchio nell'ultimo weekend di settembre, e di cui parliamo estesamente QUI, ha avuto una degna chiusura con la visita, da parte dei foodblogger partecipanti, agli stabilimenti produttivi del Birrificio Amarcord e delle Tenute Collesi. Dopo aver degustato i prodotti dei due birrifici durante il primo giorno dell'evento organizzato dall'Associazione Apecchio Città della Birra, questo manipolo di scrittori del web, appassionati del buon cibo e del buon bere, si sono visti spalancare i cancelli da parte di due importantissime, e non solo per i quantitativi di prodotto, realtà brassicole italiane. Questo articolo, a coronamento degli eventi legati ad "Apecchio Città della Birra", non può e non vuole essere esaustivo per quanto riguarda questi due produttori sui quali, potete star certi, Nonsolobionde tornerà in futuro in modo più approfondito.

 

Il Birrificio Amarcord nasce a Rimini negli anni novanta. Già dal nome, indissolubilmente legato al capolavoro felliniano che racconta con delicato amore una Rimini d'altri tempi, si intuisce l'affetto che i due fondatori nutrono per la loro terra e per l'atmosfera di buoni e antichi sapori che si respira anche nel film, amore che si riversa nella loro birra. Per creare un prodotto di qualità si aveva però bisogno di un ingrediente di qualità quale la pura acqua calcarea che proviene dalle falde del Monte Nerone. È infatti ad Apecchio che i due soci trovano l'acqua adatta ai loro prodotti, e qui, nel 2008, trasferiscono la loro azienda.

Oggi Amarcord ha sede in uno stabilimento modernissimo, che produce quantitativi di birre artigianali che numericamente cominciano a rivaleggiare con i più piccoli produttori industriali.

E' una giustamente orgogliosa giovane manager, Giulia Minardi, ad aprire le porte del birrificio e ad accompagnare i visitatori nelle sale pulitissime e splendenti di acciaio. Il birrificio Amarcord si caratterizza infatti per un impianto all'avanguardia, dotato di una tecnologia tutta asservita all'artigianalità, con processi produttivi altamente controllati ma che portano ad un prodotto fatto con cuore e passione. Una passione che si legge anche nelle parole del mastro birraio che durante la visita ha illustrato le varie fasi del processo produttivo. 

La produzione di Amarcord è ripartita su tre diverse linee commerciali. Il prodotto di punta, se così vogliamo definirlo, è Amarcord Riserva Speciale, la cui etichetta è stata creata da Tonino Guerra, il poeta e sceneggiatore (collaboratore di Fellini) scomparso recentemente, che ha sempre proclamato a gran voce il suo profondo amore per questa terra e per i suoi prodotti. Una birra che il famoso brewmaster americano Oliver Garrett ha appositamente creato per raccontare, tramite gusto e profumi, il mondo di Tonino Guerra, con caldi aromi conferiti da visciola e prugnolo.

La linea AMA, anch'essa creazione di Oliver Garrett, è quella dedicata alla distribuzione nei ristoranti, creata per accompagnare i migliori e più tipici piatti della tradizione italiana. Le etichette di questa linea sono state progettate da Milton Glaser, probabilmente il più grande visual designer oggi vivente, ideatore del celebre logotipo "I love New York" con il cuore tra le lettere I e NY.

La linea denominata "Le Classiche" (con birre i cui nomi omaggiano le donne del film felliniano) è invece destinata anche alla grande distribuzione. Durante la degustazione offerta nel birrificio e a margine dell'intervista rilasciata durante la prima giornata dell'AloFood Camp, abbiamo parlato a lungo con Giulia Minardi anche di questo particolare così poco comune tra i birrifici artigianali: per Amarcord distribuire nei supermercati e nei discount non significa sminuire il proprio prodotto bensì permettere a tutti, e a prezzi relativamente contenuti, di scoprire prodotti qualitativamente superiori alle usuali birre industriali, contribuendo così a diffondere la cultura del buon bere. E vicino a questo concetto c'è anche l'attenzione che Amarcord pone al marketing e alla promozione, perché, come ha sottolineato Giulia Minardi, puoi metterci tutta la passione e la competenza possibile nel produrre una birra che risulti di grande qualità, ma tutto rimane senza scopo se questa non viene fatta conoscere ed apprezzare al di fuori di una cerchia strettissima di persone. 

Il futuro di Amarcord, come di tutti i birrifici artigianali che vogliano sopravvivere ed imporsi nel tempo, è legato ad una ricetta che unisca cuore e tecnologia, passione e promozione, il proprio territorio ad un mondo più ampio.

 

L'altra tappa toccata in questo secondo giorno dell'AloFood Camp è il birrificio Tenute Collesi, con lo stesso titolare, Giuseppe Collesi, a fare da anfitrione. Tenute Collesi è un birrificio agricolo; questo fatto, oltre a rappresentare un punto di forza per lo stesso Collesi, è per noi una caratteristica importante. Nonsolobionde ha più volte dimostrato un certo interesse per il mondo delle birre agricole, perché ne troviamo interessante il concetto stesso, così legato al territorio, alla "produzione a chilometri 0", all'agricoltura di qualità, nonché importante opportunità per un settore in difficoltà come l'agricoltura italiana.

Tenute Collesi mostra fin da subito il suo carattere "agricolo", con lo stabilimento immerso tra le colline e quegli stessi campi dove viene coltivato l'orzo che è alla base della sua produzione birraia e che, in un prossimo futuro, forse accoglierà la coltivazione del luppolo, l'altro fondamentale ingrediente delle birre. Se teniamo conto che il terzo ingrediente fondamentale, cioè l'acqua, viene dalle falde del vicino Monte Nerone possiamo veramente parlare di birra a chilometro zero.

L'impianto di produzione, rispetto all'avveniristico impianto di Amarcord, sembra essere anch'esso più 

"agricolo", più a misura d'uomo, con un grande e panoramico finestrone che si apre di fronte ai fermentatori e rivolto sulla campagna circostante.

Tenute Collesi apre la sua attività di birrificio nel 2007, ma già da diversi anni era attiva come distilleria con la produzione di grappe che tutt'oggi testimoniano, con la loro grandissima qualità, tutta l'esperienza e l'amore con cui sono distillate... A Giuseppe Collesi si illuminava il viso parlando delle sue grappe! Distillati raffinatissimi, tra cui una meravigliosa grappa torbata, che devono la loro alta qualità anche all'altitudine (700 metri) a cui è posta la distilleria, cosa che consente un'ottima conservazione della materia prima.

Quando è stato aperto il birrificio, mancava quell'esperienza che invece esisteva per le grappe. L'esperienza in campo brassicolo è stata quindi fornita da Marc Knops, un valente brasseur belga a cui si devono tutte le creazioni di Tenute Collesi, prodotti tramite processi tanto articolati quanto rigorosamente controllati.

E veniamo alle birre, pluripremiate in numerosi contest internazionali. Si tratta di birre ad alta fermentazione, tutte più o meno d'ispirazione belga o d'abbazia, che comprendono due diverse birre chiare (una ottenuta da malto tipo Munich, l'altra da malto tipo Pilsen) e poi Fiat Lux, un'ambrata, calda e avvolgente, con profumi di cereali e frutti autunnali; segue un'altra birra "d'abbazia"  la Ubi, rossa, con toni di caramello, malto, nocciole e note speziate, da bere a fine pasto; Maior è invece una birra nera, rifermentata in bottiglia, dal gusto pieno e corposo con profumi che ricordano caffè, liquirizia, rabarbaro e cacao. La "Triplo malto", anch'essa dai toni caldi e pieni, si caratterizza per i suoi profumi di agrumi e frutti tropicali. Chiude la rassegna "Cometa Divina" una ale rossa di grande carattere che vede tra i suoi ingredienti vino rosso "Lacrima".

Tutti prodotti che testimoniano una passione autentica per il proprio lavoro. 

 

In conclusione non si può che affermare che lo stretto connubio che esiste tra i due birrifici e il territorio dove hanno sede, di cui rappresentano un'eccellenza e grande potenziale di sviluppo turistico, rappresenta un esempio da seguire in altre parti d'Italia.

 

 

I link ai siti dei due birrifici apecchiesi: 

http://www.birraamarcord.it/

http://www.collesi.com/

 

 




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