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Agribirrio, per promuovere la birra agricola

Osimo (AN) ha ospitato Agribirrio, importante vetrina per il mondo delle birre agricole, ancora giovane ma molto promettente, sia per la produzione birraria sia per lo sviluppo del settore agricolo.


23-10-2013
di Marco Astracedi

Nonsolobionde.it ha già trattato diverse volte l'argomento delle birre agricole, settore che riteniamo molto interessante nonostante sia oggetto di diverse critiche avanzate, più o meno sottovoce, da alcuni settori della produzione birraia artigianale più "classica". Ciò nonostante, e pur non "tifando" né per una parte né per l'altra, noi di Nonsolobionde riteniamo che sia un argomento molto interessante per una serie di motivi. In primo luogo si tratta pur sempre di birra di qualità, cosa diversa da quella industriale, o che perlomeno potrà diventare di alta qualità – e in alcuni casi già lo è – col raffinarsi nel tempo dell'esperienza di birrifici, che in larga parte hanno aperto da poco tempo. In secondo luogo è il concetto stesso di prodotto strettamente legato alla pratica agricola e al territorio di origine che riteniamo interessante, con tutte le implicazioni riguardanti la produzione a chilometri 0 o la promozione del territorio. Inoltre, in molti casi si tratta di aziende agricole che praticano agricoltura biologica o comunque tecniche agricole all'avanguardia e poco impattanti sull'ambiente come, tanto per fare un esempio, la semina superficiale; tra l'altro è da sottolineare lo stretto rapporto esistente tra la ricerca scientifica in campo agrario e queste aziende. Infine è da considerare la produzione brassicola come un'utile possibilità di differenziazione produttiva e fonte di introiti per un settore dell'economia italiana, quale quello agricolo, in notevole sofferenza ormai da diversi decenni.

Nonsolobionde si propone a tutti come piattaforma di discussione e magari di incontro sulla questione "birra agricola".

 

Ciò premesso, è chiaro che siamo lieti di aver partecipato ad Agribirrio 2013, seconda edizione di una importante rassegna sulla birra agricola tenutasi ad Osimo, piccola città della provincia di Ancona, nei giorni tra il 20 e il 22 settembre. Gli organizzatori della rassegna, in collaborazione con il Comune di Osimo, sono stati la ConfCommercio di Osimo e il COBI, il Consorzio Italiano Produttori dell'Orzo e della Birra, di cui fanno parte i birrifici partecipanti. Il bel centro storico di Osimo è stato "invaso" da ben 14 birrifici agricoli, qui elencati in ordine sparso: Birrificio Prima Pietra, Birrificio Corte Moralbe, Piccolo Birrificio SanGermano18, BACH Birrificio Agricolo Chiaraluce, Il Mulino Vecchio, Birrificio La Mata, Corte Attileia, Grignè Birrificio Agricolo, Birrificio CeReale, Birrificio Le Fate, Mastro Birraio, Birrificio Angeloni, La Cotta, Birrificio Castagnero, Paul Bricius & Co., Birrificio Conte Contini Bonacossi. Molti birrificio giovani, alcuni praticamente neonati; si avverte che c'è ancora molta strada da fare, con una buona dose di inesperienza e forse anche di ingenuo entusiasmo, ma anche che in molti casi si parte già molto bene, con prodotti di buona qualità che non molto hanno da invidiare a birrifici più blasonati.

Oltre alla presenza dei birrifici agricoli e delle loro birre, ovvio cuore dell'evento, l'offerta al pubblico era piuttosto ampia come stand gastronomici (tra cui la pizza cotta in forni aperti in piazza e prodotti gastronomici del territorio) e concerti live. Altrettanto ricco il programma, non rivolto esclusivamente all'argomento "birra", ma, com'è giusto in questo caso, rivolto anche all'agricoltura e ai suoi prodotti in termini più generali. Oltre all'interessante incontro mattutino con le scuole – per parlare di farina, panificazione e pizza – punto focale della manifestazione è stata la tavola rotonda dal titolo "Le Marche: la prima realtà di filiera italiana della birra agricola". Diciamo "punto focale" proprio perché Agribirrio nasce soprattutto per far conoscere la birra agricola al grande pubblico e, in termini più generali, per far conoscere la birra di qualità e quindi tutto il mondo della birra artigianale. Come ha sottolineato Fabio Giangiacomi, Presidente del COBI, anche durante il convegno, Agribirrio nasce con l'ambizione di diventare (chiaramente nel tempo) un sorta del celebre "VinItaly" in chiave brassicola, che parte dai birrifici agricoli ma con l'ambizione di diventare la principale vetrina italiana anche per i birrifici artigianali.

Chiaramente si tratta di un'auspicio da realizzarsi nel lungo tempo e che già da adesso si scontra, almeno in alcuni casi, con la miopia di alcuni produttori. I birrifici artigianali (e quelli agricoli non fanno eccezione) sono abituati a considerare le varie feste, rassegne e fiere della birra soprattutto come occasione per vendere la propria birra (cioè come fonte di introiti) e solo secondariamente come vetrina promozionale, e ancor meno se si intende promozione "collettiva", dell'intero sistema della birra di qualità. Almeno buona parte dei birrifici presenti, invece, ha sposato questo concetto di vetrina per l'intera categoria, considerando Agribirrio un necessario investimento di tempo e denaro e non un modo per vendere (vendite che comunque ci sono state, dato il grande afflusso di pubblico).

Fabio Giangiacomi, considerando che solo una parte dei birrifici agricoli aderenti al COBI ha dato disponibilità per l'evento, ha un po' lamentato questa "miopia" anche durante il convegno, auspicando per il futuro un cambio d'ottica per l'intera categoria. Durante la tavola rotonda, aperta come di consueto dai vari rappresentanti degli enti locali che hanno appoggiato l'iniziativa, Giangiacomi, ha sottolineato il successo del concetto di birra agricola, anche in chiave di orgoglio "campanilistico", visto che la birra agricola nasce e si sviluppa nelle Marche, per poi espandersi in altre regioni solo recentemente. Il Presidente del COBI, oltre agli aspetti completamente positivi, ha indicato alcune criticità a cui il Consorzio sta ponendo rimedio e sviluppando gli anticorpi; si tratta soprattutto della questione riguardante alcuni birrifici "cosiddetti agricoli", che dichiarano di esserlo sulla carta ma che non rispettano le norme e fiscali e legali per essere veramente birrifici agricoli nella pienezza del termine (norme che per gli aderenti al COBI sono anche più stringenti). Questi pochi "furbi" gettano una cattiva luce sull'intera categoria (così come dimostrano anche le latenti critiche avanzate dai birrifici artigianali), problema questo a cui il COBI si appresta a porre rimedio con misure drastiche.

A completare il quadro della tavola rotonda – oltre alla voce della ConfCommercio, co-organizzatore dell'evento – è stata la presenza della ricerca scientifica, rappresentata nella persona del Professor Santilocchi, della Facoltà di Agraria dell'Università Politecnica delle Marche. Per il futuro dell'agricoltura in termini generali, e più specificatamente per l'agricoltura destina alla produzione birraia e le tecniche di birrificazione stesse, diventa infatti sempre più indispensabile uno stretto rapporto con la ricerca scientifica e gli apporti di maggiore conoscenza e avanzamento tecnologico che ne può derivare. Solo in questo modo, con prodotti di sempre maggiore qualità e con il minore impatto possibile sull'ambiente, il settore della produzione agroalimentare – e nello specifico quella brassicola – potrà svilupparsi e competere con le grandi produzioni estensive dell'estero.

 

Per chiudere, parliamo di una piccola caratteristica di questo evento osimano. Il sottosuolo della città di Osimo è percorso da chilometri di grotte e gallerie artificiali di origine antichissima. In una di queste gallerie, durante la scorsa edizione, erano state "ingrottate" 100 bottiglie di birra per la loro stagionatura. Quest'anno sono state "sgrottate", aperte e deguste.. E sostituite da altrettante bottiglie per la prossima edizione. Purtroppo per una serie di nostri problemi logistici e organizzativi, la redazioneNonsolobionde.it non è potuta essere presente allo "sgrottamento" e non abbiamo potuto assaggiare il risultato di questa particolarissima maturazione. 

Ci prenotiamo senz'altro per la prossima edizione!

 

 

 








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