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Collezionismo a largo spettro

Quando la passione della birra diventa passione per tutti gli oggetti connessi alla bevanda. Nonsolobionde.it ha incontrato Pietro Bracci e Sandro Bianchini, due collezionisti appassionatissimi


23-09-2013
Marco Astracedi

Il collezionismo può essere un semplice passatempo, un investimento economico, ma anche una passione sfrenata. È una passione che per molti nasce da bambini – quanti hanno cominciato collezionando figurine dei calciatori o soldatini – e che continua in modo simile nell'età adulta, mantenendo quella piccola ossessione infantile del "ce, l'ho, ce l'ho… non ce l'ho!", a cui si sommano, in mille modi diversi, interessi e problematiche più "adulte" come l'aspetto economico o l'ambizione alla notorietà.

Si può dedicare molto tempo ed energie alla ricerca dell'oggetto mancante, ad anche arrivare a spendere grosse cifre. Il valore dell'oggetto da collezionare dipende infatti da molti fattori, in primis il nostro desiderio di possedere quel determinato oggetto, ma soprattutto dipende dal valore che gli dà il mercato del collezionismo, ovvero da quanto quel determinato oggetto è ricercato ed ambito dagli altri collezionisti, al del là del valore intrinseco dell'oggetto, del suo valore affettivo, della sua importanza storica o estetica.

Innumerevoli sono i possibili argomenti e gli oggetti della passione collezionistica. Si va dalle già citate figurine dell'infanzia (per quelli della mia generazione è impossibile dimenticare gli interminabili "ce l'ho, non ce l'ho" dei vai vari Facchetti, Zoff, Rivera) agli albi a fumetti, alla collezione di oggetti storico-militari per arrivare, per chi se lo può permettere, agli oggetti d'arte delle aste di Sotheby's… e mille altri ancora. 

Anche la birra e gli oggetti ad essa correlati possono essere oggetti di collezionismo, in mille forme diverse. Si possono collezionare le bottiglie nuove od antiche, boccali del 1700 o bicchieri moderni, sottobicchieri o etichette (o relativi bozzetti grafici), vassoi e targhe pubblicitarie, fino ad oggetti anomali come portacenere, libri o altro. Molti, generalmente dopo un primo periodo di "eclettismo", si concentrano su una sola tipologia di oggetti, a volte anche in modo eccessivamente specialistico (es. solo boccali in vetro ottocenteschi olandesi!), altri invece conservano interessi più ampi e vari. 

Nonsolobionde.it ha intervistato due collezionisti che, vista la mole quantitativa degli oggetti in collezione e la tipologia più disparata, appartengo a pieno titolo al secondo estremo della categoria.

Si tratta Sandro Bianchi e Pietro Bracci, due collezionisti che nella antica e grande casa di famiglia a Loro Piceno, un pittoresco paesino marchigiano, hanno costruito negli anni una collezione a dir poco imponente, che sul loro sito web è "ottimisticamente" definito "Museo della Birra" (www.museodellabirra.it), con la dichiarata speranza che questa collezione privata, già adesso visitabile su appuntamento (non al momento in cui scriviamo, però, a causa della ristrutturazione dei locali), possa diventare un vero e proprio museo pubblico.

 

Come nasce la vostra passione per la birra, e quando siete passati dall'essere consumatori di birra all'essere collezionisti?

Le due cose sono cominciate praticamente insieme… Con le prime berrette con gli amici, quasi subito abbiamo cominciato a portare a casa le prime bottiglie "strane", birre diverse da quelle più note commercialmente e che per questo ci incuriosivano. Abbiamo cominciato con riempire di bottiglie e bicchieri uno scaffale in cucina, poi un'intera parete, poi una stanza… Parliamo degli anni '80, oltre 25 anni fa. La curiosità per la birra "nuova", mai provata prima, procedeva di pari passo con il desiderio di collezionare il nuovo oggetto riferito a quella particolare birra.

Si può dire che ad un certo punto la curiosità diventa vero e proprio interesse, passione. 

 

Esistono collezionisti "monomaniacali", che si interessano unicamente ad aspetti particolarissimi (ad esempio: esclusivamente tappi di bottiglia a corona, esclusivamente anni '60'-'70, esclusivamente italiani…), ed esistono collezionisti "eclettici", che raccolgono un po' di tutto, con tutte le sfumature possibili intermedie. Voi certamente sembrate rientrare tra i collezionisti eclettici?

Assolutamente sì. Noi collezioniamo tutto quanto riguarda l'universo birra. Questa bevanda dalla storia antichissima è ricca di connotazioni culturali, oltre che di un'enorme varietà dal punto di vista del gusto, delle tecniche produttive, dei metodi di fruizione e commercializzane. Altrettanto vario è questo universo dal punto di vista degli oggetti. Ci piace pensare che con la nostra collezione copriamo larghissima parte delle tipologie di oggetti che ruotano attorno alle birre di ogni parte del mondo, anche se ovviamente la parte numericamente più consistente riguarda bottiglie e bicchieri.

 

Come è strutturata la vostra collezione?

Abbiamo diverse tipologie di oggetti. La parte numericamente più importante è costituita da circa 3500 bottiglie provenienti da tutto il mondo e divise per nazionalità, e circa 13.000 bicchieri, anch'essi divisi per nazionalità. A questi si aggiungono lattine (poche però, perché rispetto alle bottiglie sono oggetti che ci interessano meno) e inoltre vassoi, sottobicchieri, spugne cassette, apribottiglie, posacenere, quadri, insegne, bandiere, pubblicazione, cappellini e magliette e altri simili gadget.

Il vero nostro problema, riguardo alla collezione è lo spazio disponibile, assolutamente insufficiente. Normalmente ti tutti i bicchieri ne potevamo esporre circa 4.000, con gli altri chiusi in numerose scatoloni in garage, al pari di numerosi altri oggetti. Oltretutto al momento stiamo ristrutturando l'edificio che accoglie anche la collezione. Una volta terminata la ristrutturazione ci saranno tre stanze che si aprono sulle mura medievali di Loro Piceno che verranno aperte al pubblico ma che potranno ospitare solo una parte della collezione.

 

Come vi siete procurati gli oggetti che avete in collezione?

Nei modi più disparati. Molti provengono dai nostri viaggi in giro per il mondo; i nostri bagagli, durante i viaggi di ritorno, sono carichi di materiale reperito nei pub o altri locali che abbiamo visitato. Similmente fanno alcuni amici che, conoscendo la nostra passione, durante i loro viaggi ci procurano nuovi oggetti. Ci sono poi una serie di pub, birrerie e altri locali che nel corso degli anni ci hanno molto aiutano. Esistono infine mercatini o contatti con altri collezionisti con cui effettuiamo acquisti o degli scambi… contatti resi più facili dal web. In ogni caso si tratta di un lavoro lungo, che ha richiesto anni di pazienza e passione.

 

Quali sono i "pezzi forti" della vostra collezione?

La nostra collezione è suddivisa per nazionalità e ci piace l'idea di toccare tutto il mondo, per cui alcuni pezzi forti sono rappresentati da bottiglie o bicchieri provenienti da luoghi lontani ed "esotici". Ad esempio non ci si aspetterebbe di trovare bottiglie di birra prodotte in paesi mussulmani (dove il consumo di alcool è vietato o perlomeno scoraggiato) come la Tunisia o la Giordania. Oppure troviamo particolarmente interessanti bottiglie provenienti dalle Bahamas o altri luoghi lontani che in Italia sono praticamente insistenti.

A questi si aggiungono oggetti che potremmo definì "curiosi", come bicchieri "sexy" con donnine dai succinti vestiti che scompaiono riempiendo il bicchiere di birra fresca, oppure microlattine pubblicitarie, birre kosher e altro ancora. Ciò non toglie che abbiamo anche qualche pezzo esteticamente bello o interessante da un punto di vista storico, come alcune bottiglie di birrerie locali operanti a cavallo tra Otto e Novecento.

 

Quello che vi colpisce di più in un oggetto legato alla birra è l'aspetto estetico, oppure la storia che è ad esso legato o cos'altro? Fate ricerche, per saperne di più, riguardo agli oggetti che collezioni?

Quello che ci colpisce di più e la sua rarità nel panorama italiano, come alcune bottiglie o bicchieri provenienti da paesi lontani e poco conosciuti come produttori di birra, oppure novità appena uscite sul mercato (sia italiano che estero). Non siamo insensibili di fronte ad oggetti storici o di particolare pregio, ma qui i costi salgono e non sempre siamo in grado di affrontare la concorrenza di collezionisti economicamente più agguerriti e comunque i nostri interessi sono, come dire, più ampi e meno specialistici. In qualche occasione facciamo qualche piccola ricerca su oggetti particolari di cui entriamo in possesso, come nel caso di birre straniere provenienti da paesi con scrittura diversa da quella latina, come molte birre proveniente da paesi dell'Est con etichette scritte in cirillico… Se non altro per sapere precisamente da che paese proviene o che tipo di birra è e cose simili. 

 

Nonsolobonde.it si occupa dell'intero universo della birra, ma prestiamo una particolare attenzione al mondo delle birre artigianali. Che spazio occupano i microbirrifici artigianali nei vostri interessi?

Per noi sono un'opportunità per allargare ulteriormente la nostra collezione. Abbiamo numerose birre artigianali provenienti da diversi paesi (particolarmente importanti quelle belghe) e stiamo man mano acquisendo materiale anche dai numerosi birrifici artigianali italiani, che rappresentano una realtà in continua evoluzione. A questo poi si aggiunge anche l'interesse alle birra di qualità come consumatori e non solo come collezionisti. 

 

La vostra ambizione è di far diventare la collezione un vero e proprio museo…

In primo luogo speriamo di poter rendere accessibile al pubblico l'intera nostra collezione, anche solo come collezione privata, ma, come abbiamo già detto, abbiamo insormontabili problemi di spazio. Per realizzare un vero e proprio museo ci sarebbero anche altre questioni da affrontare come uscite di sicurezza, bagni, ecc. ma il primo vero problema rimane quello di locali sufficientemente ampi che non abbiamo a disposizione Per questo motivo abbiamo cercato la collaborazione di diversi enti pubblici (Provincia, Comene di Loro Piceno o località vicine) ma la risposta è stata sempre la stessa: soluzioni molto parziali, o “ci dispiace ma non abbiamo locali sufficienti ed adatti al pubblico”; di soldi da spendere per realizzare o restaurare spazi adeguati neanche a parlarne!  Cogliamo quindi l’occasione per chiedere aiuto a chi ha possibilità e passione, siano privati o enti pubblici, a darci una mano per realizzare quello che potrebbe veramente essere un museo unico nella realtà locale e non solo.

 

Pensate che un museo legato alla birra, qui nelle Marche, possa favorire anche il consumo di birra qui prodotta? Avete pensato ad una qualche collaborazione con i vari microbirrifici della zona?

Quella dei microbirrifici marchigiani è una realtà in forte espansione. Siamo certi che un museo aiuterebbe questi, come anche altre realtà nazionali, a diventare una importante forza economica. Per questo motivo riteniamo che il mancato interesse, almeno da un punto di vista fattivo, da parte degli enti pubblici dimostri un po' di miopia. La questione della collaborazione diretta con i birrifici artigianali locali l'abbiamo considerata in modo molto embrionale ma è senz'altro una strada da studiare in modo più approfondito.

 

Nonsolobionde.it chiude quest'intervista augurando a Pietro e Sandro di poter coronare al più presto il loro sogno. 

 

 

Info: museodellabirra.it




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