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La birra come nuova modalità del consumo in Italia: il mito di Solvi Stubing

A partire dai primi anni ’60, l'indissolubile binomio tra birra e femminilità nordica.


23-09-2013
Antonio Lucarini

La birra come nuova modalità del consumo in Italia: il mito di Solvi Stibing

Se c‘è un‘icona nel nostro paese che ha incarnato l‘iconografia della birra,come prodotto nell’immaginario del consumo italiano, è quella dell’attrice tedesca Solvi Stubingmag02/4/solvi-stubing.jpg. Scelta negli anni ’60 dalla Peroni, come volto del noto spot televisivo e come immagine che ne veicolasse l‘appeal verso il consumatore, la Stubing rappresentava una bellezza nordica quasi minacciosa verso un modello di brava ragazza italica della porta accanto. Biondissima, suadente, ammiccante, la Stubing era esattamente come la birra, una sorta di tentazione seducente, altamente erotica da opporre ad ad un‘attrazione blanda ma costante. Il suo volto ammiccante era quello della nuova bevanda che si opponeva al vino e ai suoi derivati di consumo tradizionali. “Chiamami Peronimag02/4/chiamami-peroni.jpg, sarò la tua birra” recitava il pay-off della campagna pubblicitaria Peroni, come a manifestare esplicitamente i pensieri della testimonial stessa… 

La nuova bevanda diventava una specie di pericolosa ma irresistibile tentazione dal solito tran tran alimentare (il cui sottotesto erotico era fin troppo esplicito). La Stubing stava all‘immaginario pubblicitario e televisivo come Anita Eckbert stava a quello cinematografico (valgano per tutti i film “La dolce Vita” e l‘episodio “Le Tentazioni del dottor Antonio”, in cui la Eckbert era l‘irresistibile tentazione morbosa del morigerato italiano medio e mediocre, Peppino de Filippo). Solvi Stubing si poneva quindi all’interno del mito balneare della tedesca in vacanza, all’interno della mitologia sessuale ed erotica dell’italiano mediomag02/4/italiano-medio.jpg. Perfetto contraltare della moglie fedele ed affidabile ma alla lunga noiosa, la tedesca da conquistare in riviera costituiva l‘emozione forte da cogliere al momento, quell’apice di trasgressività e di eccitazione momentanea, quel gusto del proibito che nessun legame tradizionale stabile potrebbe mai garantire. 

Allo stesso modo la birra veniva a porsi come bevanda di facile consumo, meno impegnativa del vino e dei vari liquori, ma dal fascino esotico e frizzante (e con un retrogusto di proibito in più). Solvi Subing era l‘icona perfetta. 

Nel cinema italiano aveva incarnato non a caso il ruolo di tedesca procace e attraente in vacanza all’interno di film memorabili. In “Io la conoscevo bene”, capolavoro di Antonio Pietrangeli del 1965, è la tedeschina che si intrattiene in facili effusioni con J.C. Brialy nell’auto in cui Stefania Sandrellimag02/4/stefania-sandrelli.jpg si bacia col suo ragazzo toscano. La Sandrelli incarna nel film una ragazza della provincia italiana che si svuoterà di valori e si perderà in una rincorsa al successo e all’apparire (e che nel finale del film si suiciderà). La Stubing nel film è invece la straniera nordica facile e libera, da cui non si pretende alcun moralismo sessuale ma da cui si desidera solo un facile ed elementare consumo. 

Scegliere la sua immagine come testimonial di una birra era come entrare nella sfera dei desideri più elementari ma basilari dell’italiano medio compresso negli anni ’60 in un moralismo di fondo. La birra (e quella marca in particolare) assurgevano a sinonimo di libertà, trasgressione e appagamento completo oltre ogni possibile conformismo tradizionale. La birra diventava in questo modo un‘ antesignana storica del futuro immaginario del mondo Rock. 

Nel film “L‘Ombrellone” di Dino Risi (1965)mag02/4/ombrellone-dino risi.jpg la Stubing rappresentava sullo schermo un nuovo personaggio di tedesca in vacanza a Riccione che turbava i sogni di un nuovi italiano medio, il ragioniere Enrico Maria Salernomag02/4/enrico-maria-salerno.jpg in vacanza con la moglie noiosa che lo abbandona alla solitudine vacanziera. Icona perfetta dell’avventura che si contrapponeva alla triste fedeltà coniugale degli anni ’60, Solvi Stubing divenne l’immagine stessa (e ancora lo è per il consumatore medio di birra) della nuova bevanda al di là di qualsivoglia marca ed è difficile ritrovare in quella pur attraente e preparata signora elegante che ci parla di cinema in alcune reti private, quell’irresistibile seduttività, tipica di una nuova modalità dell’essere e del consumo, che aveva quando ci ammiccava dallo schermo e dai tabelloni pubblicitari con in mano una birra gelata.mag02/4/birra-gelata.jpg

 





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