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Snoopy e la Birra

Birra e cartoni animati


03-07-2013
Marco Astracedi

snoopy e la birra

Chi non conosce Charlie Brown, Linus, Schroder, Lucy, Snoopy, Piperita Patty, i celebri personaggi delle strisce a fumetti creati da Charles M. Schultz? I Peanuts (noccioline, ma anche "bimbetti"), questo il nome dato dall'autore all'insieme dei suoi memorabili personaggi, hanno l'incomparabile pregio di unire un umorismo delicato, eppure a volte irrefrenabile, a punte di autentica, piccola poesia, come sottolineò alla fine degli anni '60 Umberto Eco. Sdoganati in Italia nel panorama della cultura "alta" da un intelletuale di tale caratura, i Peanuts hanno goduto da allora, anche da noi come nel resto del mondo, di vastissimo apprezzamento sia da parte del grande pubblico sia da parte di palati più raffinati, amati tanto dai ragazzini come dai "giovani" di tutte le età.

Ad entusiasmare un così vasto pubblico, come dicevamo, una peculiare miscela di umorismo potente ma allo stesso tempo pieno di lievità, smaliziato, con una vena di surrealismo e dolcemente poetico, come si conviene a personaggi in così tenera età come i bambini raccontati nelle strisce.

 

Di primo acchito sembrerebbe non esserci niente di più lontano dalla birra di un fumetto che parla delle avventure, esperienze ed emozioni di un gruppo di bambini, specialmente se teniamo conto che questi personaggi nascono nella puritana America, in cui Charles Schultz era un tipico esempio della middle class. Basti pensare che a tutt'oggi in molti Stati degli USA si può guidare un'auto a 16 anni, addirittura comprare liberamente un'arma a 18, ma non si potrebbe acquistare né bere una birra prima di aver compiuto 21 anni.

Eppure la birra appare anche in questi fumetti così "innocenti", grazie al suo personaggio probabilmente più noto: il cane Snoopy.

Snoopy nasce inizialmente come semplice cane (un bracchetto, per essere precisi), un dolce cucciolo compagno di giochi di Charlie Brown, il protagonista della serie (semmai sia possibile identificarne uno in un'opera così corale). Ben presto, però, Schultz dota Snoopy di caratteristiche tipicamente umane, anzi possiamo dire più che umane, visto che è soprattutto nel nostro bracchetto che l'autore riversa a piene mani tutta la sua vena surrealista.

Snoopy si immedesima così in una serie di personaggi altamente improbabili. La realtà diventa una divertente miscela tra le immaginifiche avventure dei suoi alter ego e le normali vicissitudini di bambini e animali (Snoopy, uccelli non classificabili come Woodstock e qualche raro e disprezzato gatto). innumerevoli sono i personaggi impersonati, anzi vissuti, da Snoopy, a partire dall'avvoltoio per passare al famoso avvocato, il capo boy-scout, Joe Falchetto (uno studente universitario viveur e sicuramente ampiamente fuori corso) e così via, in lunga una galleria.

 

La birra compare in concomitanza con alcune delle gag più stralunate e divertenti della serie. Si tratta delle strisce in cui Snoopy fa finta di essere un pilota della Prima Guerra Mondiale che con il suo biplano Sopwith Camel da la caccia, con risultati invariabilmente tragicomici, al celebre Barone Rosso mag01/16/Snoopy-e-la-birra/snoopy1.jpg

Schultz gioca con l'assurdità di un cane con sciarpa e occhialini da pilota e con un biplano che in realtà è una cuccia e gioca con tutti gli stereotipi dei film e delle storie di guerra, con l'eroe del momento psicologicamente provato dagli orrori della guerra ma che continua stoicamente ed eroicamente a fare il suo dovere mag01/16/Snoopy-e-la-birra/snoopy2.jpg. La birra compare invariabilmente in questi momenti comicamente riflessivi, nelle pause tra un combattimento e l'altro contro il Barone Rosso e nelle retrovie nell'immaginaria campagna francese mag01/16/Snoopy-e-la-birra/snoopy3.jpgmag01/16/Snoopy-e-la-birra/snoopy4.jpg.

Particolarmente interessanti e ricchi di spunti umoristici risultano essere le tavole domenicali. I Peanuts erano inizialmente pubblicati sui quotidiani americani (e poi del resto del mondo) con 3-4 vignette disposte in una striscia orizzontale. Il giornale della domenica dava però spazio molto più ampio ai fumetti, con tavole che potevano prendere mezza o addirittura una pagina intera. Schultz poteva qui dare più spazio agli spunti umoristici legati agli aspetti psicologici del combattente in libera uscita mag01/16/Snoopy-e-la-birra/snoopy5.jpgmag01/16/Snoopy-e-la-birra/snoopy6.jpg, con tanto di licenza a Parigi da cui il nostro cane ritorna invariabilmente colto dal senso del dovere per finire impallinato dal triplano Fokker del Barone Rosso mag01/16/Snoopy-e-la-birra/snoopy7.jpg.

 

La birra sembra vista da Schultz come bevanda da "uomini veri", e difatti compare anche in occasione delle più rare strisce in cui Snoopy impersona un altro personaggio in qualche modo legato alla guerra: un veterano, questa volta della Seconda Guerra Mondiale mag01/16/Snoopy-e-la-birra/snoopy8.jpg. Infatti cosa c'è di meglio di una buona birra tra due commilitoni che si incontrano e rievocano le avventure passate?

 

Ci piace concludere con una frase che avrebbe potuto scrivere Snoopy scrittore, probabilmente il più noto e divertente degli alter ego del nostro bracchetto: «Era una notte buia e tempestosa… non rimaneva che bersi una buona birra!».




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