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Gambrinus, chi era costui?

Le controverse origini di un personaggio mitico


01-05-2013
Marco Astracedi

gambrinus

L'origine storica della birra si perde nella notte dei tempi, quasi all'origine della civiltà. La sua origine mitica, almeno per quanto riguarda l'Europa centro-settentrionale, ha invece un'età di gran lunga più giovane di quella storica.

C'è un nome che è indissolubilmente legato a questa origine mitica: Gambrinus!

Sono diverse le leggende che legano questo nome ad altrettanti personaggi, in qualità di santo patrono della birra o – più sovente e laicamente – re, duca o cavaliere.

 

La maggior parte delle leggende ruotano attorno ad un leggendario re delle Fiandre (nell'attuale Belgio) Jan Primus, che storicamente potrebbe essere collegato al duca Giovanni I di Brabante (1254-1298) che in fiammingo suona Jan Primus, dalla cui corruzione deriverebbe il nome Gambrinus. Altra figura storica alternativa potrebbe essere Giovanni di Borgogna (1371–1419), noto anche come Giovanni il senza paura, conte di Borgogna, Artois e Fiandre. In entrambe i casi si pensa a loro come l'ideatore dell'aggiunta del luppolo al malto, senza però che esista alcuna fonte storica a comprovare questa supposizione. Abbiamo notizie abbastanza dettagliate (ma senza alcun riferimento diretto alla birra) di Giovanni di Brabante e soprattutto di Giovanni di Borgogna, uno dei personaggi di spicco della Guerra dei 100 anni, che morì assassinato dalla scorta del Delfino di Francia in seguito ad un diverbio tra i due, in un incontro che doveva invece sancire la pace.

Una leggenda in cui si può vedere qualche lontano parallelo con la fine di Giovanni di Borgogna, narra la morte di Gambrinus, ucciso in un duello da un cavaliere francese che così lo apostrofò: “Che succede? Combattete in due contro di me?”. Tale stratagemma fece abbassare la guardia a Jan Primus, che si voltò per vedere chi stava combattendo con lui. Il francese ne approfittò per colpirlo alla schiena e ucciderlo. Mentre Jan Primus moriva, il suo avversario gli mormorò: “So che il vostro secondo io era la birra che d forza, bevuta da voi prima di affrontare il cimento. Avutane paura, ho dovuto colpirvi alle spalle per avere qualche speranza di sopravvivere”.

Dicevamo che, leggende a parte, non ci sono documenti storici che colleghino i due personaggi alla birra, anche se è curioso notare come una incisione colorata da un Libro tedesco del 1543 dal titolo "Le origini dei primi dodici antichi re e principesse della nazione tedesca" mostri un certo "Gambrivius, re del Brabante" (Giovanni I di Brabante?) in armatura e con folta barba rossa, vicino ad un covone di grano e con una corona floreale che sembra fatta di infiorescenze di luppolo.

 

In ogni caso bisogna sottolineare che la candidatura al ruolo di Gambrinus rimane aperta a moltissimi altri personaggi, dall'esistenza storica più dubbia. 

 

L'umanista Johann Georg Turmair (o Thurmayr) noto anche con nome latinizzato di Johannes Aventinus, vissuto in Baviera a cavallo tra 1400 e 1500, parla di Gambrinus nei suoi "Annales Bajorum" (annali bavaresi). Secondo questo scrittore bavarese il nostro mitico eroe sarebbe stato figlio di Marsus, un fantomatico re germanico dell'era precristiana, famoso per la quantità di birra che beveva. Secondo questa leggenda, Gambrinus, tra l'altro fondatore anche del porto fluviale di Amburgo, sarebbe stato un re illuminato e protettore nonché appassionato consumatore di birra ancor più del padre.

Un'altro scrittore tedesco, il poeta Burkart Waldis, nel 1543 scomodò la dea egizia Iside, dicendo che Gambrinus aveva da lei appreso l’arte della birra.

Un'altra versione fa invece risalire il nostro eroe della birra ai tempi di Carlo Magno: l’inventore della birra sarebbe stato il birraio alla corte del fondatore del Sacro Romano Impero, oppure addirittura un re germanico (franco?), fondatore della città di Cambrais, da cui l'origine del nome… peccato che la città, al tempo dei Franchi, esisteva già da un migliaio di anni.

 

Di certo, storicità o meno del personaggio, nel corso dei secoli sono fiorite storie e leggende in varie parti d'Europa a narrare le vicende di Gambrinus, come quella che vuole bevesse 117 pinte di birra al giorno!

Una storia popolare racconta di un giovane delle Fiandre che si innamorò della figlia del nobile mastro vetraio per cui lavorava, la bella Flandrine. La ragazza però doveva sposare solo un nobile pari al suo rango, per cui Gambrinus non aveva speranze. Per diventarne degno imparò a suonare il violino in modo eccellente e a comporre odi di mirabile bellezza, ma non servì a nulla. Disperato, decise di uccidersi, quando gli apparve il diavolo che gli propose un patto: gli avrebbe fatto dimenticare Flandrine, ma in cambio avrebbe posseduto la sua anima per trent’anni. Gambrinus accettò e il diavolo lo rese fortunato al gioco d'azzardo: quando iniziarono le vincite Gambrinus si rese conto che tramite la ricchezza così acquisita avrebbe forse potuto conquistare Flandrine. Ma Gambrinus venne respinto nuovamente e accortosi che non l’aveva dimenticata, decise nuovamente di togliersi la vita. Anche questa volta gli apparve il diavolo, che stavolta gli insegnò a produrre una nuova bevanda con malto e luppolo: la birra. Il popolo la assaggiò e ne fu entusiasta e ognuno ne tesseva così alte lodi che anche Flandrine accorse per assaggiarla. Quando la vide Gambrinus non la riconobbe nemmeno: l’aveva dimenticata! Il re delle Fiandre per ringraziarlo del dono che aveva fatto alla sua gente gli offrì il titolo di duca, ma egli preferì il titolo di Re della Birra, come ormai era chiamato dal popolo. Gambrinus, infine, riuscì anche a liberarsi del diavolo con uno stratagemma, e visse felice il resto dei suoi giorni bevendo pinte su pinte della bevanda da lui creata.

Un’altra leggenda ancora narra di come Gambrinus, attorno al 1100 divenne capo della corporazione dei birrai di Bruxelles. I birrai decisero che come loro capo ci voleva un uomo di grande forza e determinazione e organizzarono una gara: vincitore sarebbe stato fosse riuscito a trasportare a forza di braccia un barile di birra per una certa distanza . Iscritto alla gara era anche Jan Primus – furbo e intelligente, nonché dotato di una sete proverbiale – che rideva degli sforzi che facevano gli altri aspiranti al titolo. Quando fu il suo turno, aprì il barile e bevve finché il contenuto non fu svuotato. Fu a quel punto che agilmente sollevò il barile e lo trasportò fino al punto indicato. Grazie alla sua astuzia, venne eletto capi. Diventò così il patrono dei birrai e Jan Primus divenne Gambrinus, il re della birra.

 

Lasciando da parte personaggi più o meno leggendari, si può anche ipotizzare che il nome Gambrinus derivi invece da diversi termini legati alla pratica della produzione della birra o al suo consumo; il nome potrebbe infatti derivare dal latino cambarus (celleraio, addetto alle cantine) o da ganeae birrinus (colui che beve in una taverna). In alternativa, e con minore probabilità, Gambrinus potrebbe derivare la celtico camba, termine che indicava la pentola dove veniva preparata la birra.

 

Qualsiasi ne sia l'origine, è certo che questo Bacco della birra, gode di chiara fama tra gli appassionati di questa bevanda, tanto da essere un nome ampiamente diffuso come nome svariate birre prodotte in tutto il mondo. La più nota è probabilmente quella prodotta dalla ceca Pilsner Urquell (Plzeňský Prazdroj) che, essendo lo sponsor ufficiale del campionato di calcio ceco, ha fatto sì che per ragioni pubblicitarie il torneo fosse denominato Gambrinus Liga.

Altrettanto e forse ancor più diffuso utilizzo del nome Gambrinus avviene per il nome di moltissimi locali (pub, birrerie) di tutto il mondo dove viene servita birra, ma non solo. Gambrinus sembra, infatti, non essere diventato solo il protettore della bionda bevanda ma, per estensione, di tutto quanto legato alla gastronomia. Sono quindi tutt'altro che infrequenti bar, pizzerie o ristoranti con questo nome.

È curioso notare come uno dei più noti locali italiano (famoso anche nel resto del mondo) sia il Caffè Gambrinus di Napoli, nato nel 1860, che da sempre è noto per la bellezza dei locali (arredati in stile liberty) e la qualità della sua offerta, che gli valse il benvolere della famiglia reale e il titolo di "Fornitore della Real Casa". È indubbio, però, che il Caffè Gambrinus sia senz'altro più noto per altre sue specialità della tradizione napoletana – il classico caffè napoletano, sfogliatelle, babà e pastera – in luogo della bevanda a cui deve l'onore del suo nome.




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