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Asterix e la Cervogia

La passione per la bionda del piccolo gallo dai baffi biondi.


01-05-2013
Marco Astracedi

Sono passati 53 anni da quando René Goscinny e Albert Uderzo davano vita ad Asterix, uno dei più fortunati personaggio del fumetto internazionale. Ed altrettanti ne sono passati da quando alla birra viene associato il nome di cervogia.

L'immediato successo del fumetto che vede protagonista il baffuto, piccolo gallo biondo e il suo grasso amico Obelix, è sicuramente dovuto ad un mix di elementi frutto della fervida mente dello scrittore Goscinny, riconducibili ad un sapientissimo uso dell'umorismo e dei tempi comici e di un senso della parodia mai eccessivo ma alla stesso tempo ricchissimo di trovate creative. Questo misurato ma straordinario sense of humor (o "vis comica" come la autodefiniscono gli stessi autori mag00/5/b1.jpg) ricco di giochi di parole ma anche di un progressivo approfondimento dei personaggi, associato ad disegno dal tratto elegante e sempre più ricco di dettagli che sembra fatto apposta per esaltare la raffinatezza umoristica delle sceneggiature di Goscinny, sono gli elementi chiave di un successo mondiale che non accenna a diminuire.

Il subitaneo successo di Asterix e compagni, almeno nella nativa Francia, ha forse un motivo accessorio. L'uscita del fumetto coincise, infatti, con il "fulgore" del periodo gollista, anni in cui la Francia riscopriva una buona dose di orgoglio nazionale (Charles de Gaulle era stato il fautore della resistenza francese all'invasore nazista)… In questo panorama politico-culturale ebbe buon gioco nel suo affermarsi un fumetto umoristico che allo stesso tempo giocava con lo spirito di grandeur nazionale inventandosi una "controstoria" in cui i Galli tenevano fieramente testa all'invasore romano.

A rendere più accettabile e addirittura simpatica questa vena di orgoglio nazionalistico è di nuovo la verve umoristica di Goscinny che ritrae i Galli (e quindi i Francesi stessi, o almeno quelli delle zone rurali) tramite gli stereotipi che vogliono i nostri cugini d'Oltralpe come dei bonari brontoloni attaccabrighe, amanti dei piaceri semplici della vita e soprattutto del buon cibo e del buon bere.

E difatti non è assolutamente un caso che tutte le avventure di Asterix e soci abbiano invariabilmente termine con un gioioso banchetto; e non è ugualmente un caso che il personaggio più simpatico della serie sia senz'altro il grasso e crapulone Obelix, caratterizzato da un'appetito e da una sete pantagruelica. Possiamo anzi dire che è tutt'altro che fuori luogo l'associazione con questo classico della letteratura barocca francese – il Gaurgantua e Pantagruel di Rabelais – in cui l'umorismo e l'eccesso, in particolare quello della gola, rappresentano una caratteristica comune.

 

Dicevamo dell'importanza, nella simpatia suscitata dal fumetto, della passione che i nostri fantasiosi galli hanno per il buon cibo – in particolare quello saporito e ruspante, indice dei "buoni sapori di una volta", esemplificato dall'onnipresente cinghiale arrosto – e dal buon bere. Ovviamente parlando di Galli (cioè, in senso traslato, di Francesi) in fatto di bere non si può dimenticare il vino, di cui la Francia gode universale alta reputazione. Nei fumetti di Asterix, però, al vino si affianca in maniera si può dire paritaria la birra, anzi la cervogia, come viene chiamata nelle avventure di Asterix!

Naturalmente c'è un'altra bevanda protagonista del fumetto, la celebre pozione magica che dona ai nostri simpatici galli la forza sovrumana con cui tengono testa al potente impero di Giulio Cesare. Tralasciando le immani scazzottate contro i romani vinte dai galli grazie alla pozione del druido Panoramix, e tornando al buon vivere, le bevande principe sono sempre vino e birra (ricordiamo solo di sfuggita il latte di capra nel quale il povero Obelix affoga eventuali dispiaceri).

A dirla tutta, e anche se non compare in modo sempre da protagonista, sembra che tra vino e birra la preferenza degli autori vada per la seconda bevanda. Non a caso in "Asterix e i Normanni" il bardo Assurancetourix canta (si fa per dire): «Amo la Gallia, Tutatis, la cervogia e le ragazze dagli occhi blu" mag00/5/b2.jpg… Dove Tutatis (principale divinità celtica) sta a sottolineare un  pizzico di sciovinismo alla "Dio, Patria e Famiglia" in chiave francese, goliardica e nazional-popolare.

A ribadire la passione del duo Goscinny-Uderzo per la "bionda" (che al tempo dei Galli/Celti doveva essere soprattutto "rossa") c'è una gustosa tavola a fumetti che ritrae gli stessi autori, ancora molto giovani, assorbiti nell'ardua impresa di trovare nuove idee per la prossima avventura di Asterix, supportati da una sfilza di bicchieri di birra progressivamente accumulati sul tavolo di un café mag00/5/b3.jpg.

 

In ogni caso è certo che la cervogia fa la sua apparizione in buona parte degli albi di Asterix, già a partire dalla seconda avventura pubblicata, "Asterix e il falcetto d'oro", in cui la bevanda viene evocata più volte. Nelle successive avventure la birra continua ad apparire spesso, il più delle volte facendo da sfondo al quotidiano piacere conviviale; ecco quindi che in "Asterix e la Zizzania" Asterix ed Obelix fanno pace davanti ad un boccale (o corno) di cervogia dopo una delle frequenti ma presto dimenticate litigate mag00/5/b4.jpg, mentre in "Asterix e il Paiolo" l'infingardo Moralelastix, odioso antagonista del nostro Asterix in questa avventura, esordisce presentandosi ad Abraracourcix (il capo del villaggio di Asterix e soci) con un semplice: «Salve collega! fa caldo, eh? Prenderei volentieri una piccola cervogia» mag00/5/b5.jpg. Ancora in "Asterix e il regalo di Cesare" è la birra ad essere servita nell'inaugurazione della locanda del bonario e sfortunato Ortopedix mag00/5/b6.jpg.

Una divertente piccola gag giocata sulla birra la troviamo anche in "Asterix e l'indovino". Gli indovino leggevano il futuro nelle viscere degli animali sacrificati e qui l'avido e affamato falso indovino chiede alla superstiziosa gente del villaggio: «Portami soltanto da leggere: cinghiali, anatre, polli, pasticcini, cervogia…». «Leggi anche nella cervogia?»… «Quando è di buona qualità, è leggibilissima» mag00/5/b7.jpg.

 

In un paio di occasioni la cervogia serve da spunto per sottolineare il bisogno di una dieta un po' più sobria per il panciuto capo Abraracourcix. Così è in "Asterix e il duello dei capi", dove per necessità "atletiche" la birra deve essere sostituita da latte di capra, mentre in "Asterix e lo scudo degli Alverni" birra e cervogia sono funzionali ad una piccola gag visiva che vede contrapposti il robusto appetito di Asterix ed Obelix alla magra dieta a cui è sottoposto il capo insieme agli invidiosi e affamati ospiti delle cure termali mag00/5/b8.jpg.

Ma non vi preoccupate, in "L'Odissea di Asterix" il nostro Abraracoucix torna giovialmente a bere birra e ad offrirne un boccale ad un pensieroso druido Panoramix mag00/5/b9.jpg.

 

Vale la pena sottolineare come in questo album per la prima volta la birra venga appunto chiamata "birra" e non "cervogia". Negli originali in francese il termine usato è "cervoise", che i bravissimi traduttori italiani, in questo caso forse in modo opinabile, trasformano in "cervogia". Cerversia era il termine con cui i latini (e lo stesso Cesare nei suoi "Commentarii") chiamavano la bevanda creata dalla fermentazione dei cereali, derivandone il nome dalla dea Cerere (Ceres, in latino), protettrice dei raccolti e della fertilità. Da cervesia deriva sia il nome spagnolo della birra, cervesa, sia il francese cervoise, che però indica un tipo particolare di birra. Mentre la birra in generale si dice bière, la cervoise è una birra che può essere fatta anche con cerali diversi dall'orzo, come la segale (o da un mix di cereali), aromatizzata con delle erbe quali, ad esempio, la menta. La birra aromatizzata di questo tipo ebbe largo uso nel medioevo (e forse tra gli stessi Celti) e a Goscinny deve essere piaciuto la connotazione di arcaicità, nonché il senso un po' ruspante ed artigianale del termine.

Il cambio di denominazione è forse spiegabile con la minore attenzione ai vocaboli da parte del disegnatore Uderzo. "L'Odissea di Asterix" è infatti la prima storia dove compare la birra i cui testi sono stati interamente scritti dal disegnatore Uderzo. Nel 1977, infatti scompare il grande René Goscinny, che aveva firmato le sceneggiature dei primi 24 albi. In tutta onestà dobbiamo dire che i restanti dieci, realizzati interamente da Albert Uderzo anche per la sceneggiatura, soffrono indiscutibilmente della prematura scomparsa del coautore. Pur essendo fumetti molto piacevoli e divertenti, e con un disegno ancor più superlativo, risentono progressivamente di una certa mancanza di idee, o forse di idee esagerate (nel penultimo album "Quando il cielo gli cadde sulla testa" compaiono addirittura alieni e navi spaziali), e di una vis comica più grossolana.

 

L'ultimo album di Asterix la cui sceneggiatura è stata firmata da Goscinny, "Asterix e i Belgi", si svolge in una terra dove la birra è una sorta di bevanda nazionale, e non poteva mancarne un riferimento. Il nome di uno dei due protagonisti belgi (che ad ogni occasione richiamano la divisione tra Valloni e Fiamminghi) è Birranostrasix, ma nell'originale francese, con uno dei giochi di parole tipici di Goscinny, il suo nome è Gueuselambix, richiamando così due tipi di birre tradizionali belghe: la Gueze e la Lambic.

Una caratteristica di molte storie di Asterix è quella di svolgersi in luoghi diversi dalla nativa Armorica (l'odierna Bretagna) facendo così, album dopo album, una panoramica del mondo al tempo dei romani (con ovvi accenti satirici a quello moderno). Ecco che in "Asterix in Spagna", un oste offre ad Asterix ed Obelix, e ad una comitiva di turisti goti, il piatto del giorno: «Salsicce, cavoli e lardo, il tutto annaffiato dalla cervogia» mag00/5/b10.jpg.

Ma la più spassosa (anche dal punto di vista delle gag incentrate sulla birra) avventura in terra straniera del duo Asterix-Obelix è senz'altro "Asterix e i britanni", che si svolge in terra d'Albione, dove i nostri eroi tra una scazzottata e l'atra e attraverso diverse vicissitudini, infinite gag e spassosi giochi di parole, si imbattono continuamente in piatti a base di cinghiale alla menta (poveri cinghiali!) accompagnati da una poco invitante "cervogia tiepida" mag00/5/b11.jpg.

 

Fortunatamente, siamo certi che al termine di ogni viaggio e ogni avventura tutti i nostri eroi – Asterix e Obelix, assieme al druido Panoramix e agli altri buffi compagni dal nome terminante in -ix – si siederanno all'immancabile banchetto finale, ingozzandosi di cinghiali arrostiti innaffiati da fiumi di cervogia.




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